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Rustico napoletano

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Il rustico napoletano è il più insolito ed il migliore che abbia mangiato, tant’è che, quando lo scoprii, ne mangiai... tre! La particolarità di questo rustico sta nell’involucro dolce, che racchiude un goloso ripieno salato. No, no, non fate quelle facce! È squisito, i sapori si equilibrano perfettamente e i recettori gustativi hanno un bel da fare! Non so se vi fiderete, ma ci provo... assaggiatavillo! 🤣 Per il mio rustico di diametro 20 cm ed i rustici piccoli( nei pirottini bassi in alluminio) ho preparato una frolla dolce con lo strutto: su 500 gr farina, ho usato 200 gr strutto per sabbiare, poi ho aggiunto, 200 gr zucchero ed un uovo intero, oltre ad un pizzico di sale e poca scorza di limone grattugiata. Ho posto in frigorifero la frolla per una notte. Il mattino seguente, ho preparato il ripieno con mezzo kg ricotta di pecora ben sgocciolata, che ho ben amalgamato con circa 200 gr provola ragusana e 150 gr soppressata di Gioì Cilento(SA), il tutto tagliato a pez...

Scammariando, scammariando...

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.. siamo già al venerdì santo. La frittata di scammaro è un piatto tipico della tradizione pasquale partenopea, e significa frittata di magro. Il verbo scammariare indica, infatti, contrapposto al verbo cammariare , il mangiare di magro, quindi quaresimale. Anticamente, nei Conventi, usava rispettare con rigore il periodo di Quaresima, con astensione dalle carni e dai cibi più gustosi. Nel caso in cui uno dei frati avesse dovuto, per necessità di salute, astenersi dal digiuno quaresimale, veniva autorizzato a consumare i pasti nella sua cella, ossia la propria”cammera”. Da ciò, deriva il verbo cammariare. Tutti gli altri frati, che consumavano invece i frugali pasti insieme, in refettorio,” scammariavano”, ossia mangiavano fuori dalle proprie celle. Da ciò, scammariare equivalente di mangiare di magro. Questa frittata( o non-frittata) di pasta è uno dei miei piatti preferiti: mi piace sentire la croccantezza della pasta” arruscatella”, mi piacciono olive, capperi, pinoli e pa...

Pastiera per Pasqua 2018

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E si, lo so, in questo blog già ho pubblicato una ricetta per la pastiera, qualche anno fa, ma, anche se nel vecchio post ci sono sia la ricetta per la crema di grano che i fotogrammi, manca la ricetta della frolla che uso solo ed esclusivamente per la base di questo dolce pasquale della tradizione campana. La frolla per la pastiera, come dice anche Pasqualina in un post su Facebook, VUOLE la sugna( o strutto che dir si voglia); non si ammettono eccezioni, voli pindarici e via discorrendo. Parafrasando Marisa Laurito, che affermava” il babà e una cosa seria” nel lontano 1989, posso dire senza tema di smentita che la pastiera sia una cosa seria. Profumo, tempi di preparazione piuttosto lunghi, e, per finire, le strisce che si intersecano sul dolce a formare le croci, sono le componenti che portano nell’immaginario popolare l’attesa dell’ ultimo miracolo, la Resurrezione dai morti dell’Uomo-Dio che, secondo la religione cattolica, col suo sacrificio in Croce e la sua rinascita a nu...