Come ti riciclo la carne della Genovese
Ricordate? Pochi giorni fa ho pubblicato la ricetta della Genovese napoletana, un sugo delizioso che, al pari del ragù, è considerato piatto domenicale: vi si condiscono gli ziti, rigorosamente spezzati a mano. Ed è una goduria, così come per la pasta al ragù, trovare, alla fine, i pezzettini di pasta... boccone da re! Luciano Pignataro , nel suo blog, suggerisce anche candele spezzate a mano, rigatoni, penne, mezzanelli e paccheri, e, come eccezione divertente, bucatini o tagliatelle larghe. Questi ultimi due formati, però, sono un divertissement, ed assolutamente non debbono diventare la regola. Tornando alla ricetta di riciclo che desidero condividere con voi, parto col dire che non ho inventato nulla: semplicemente, avendo letto su Coquinaria.it un bel po’ di anni fa l’anno ricetta della cosiddetta francesina, che è un modo di sfruttare il lesso avanzato, ho deciso di utilizzare questa stessa ricetta per consumare un pezzo di carne della Genovese che non abbiamo mangi...



Bellissimo il tavolo, Luisa! fin troppo ordinato, rispetto a come riduco il mio ogni volta che mi metto a cucinare! E bellissimi, ovviamente, anche i tuoi profiteroles: la ganache di Santin non tradisce mai!
RispondiEliminaGrazie per aver partecipato, corro a metterti nella home page del blog
ciao
ale
Grazie Alessandra!
RispondiEliminaUn dolce connubio tra Montersino e Santin ... non si scappa! Vedo che ne hai fatto un bel pò di bignè! La dose di farcia e glassa che hai indicato, per quanti bignè può andare bene? Stefania P&S
RispondiEliminabellissimi, bravissimaaaaaaaa
RispondiEliminamolte grazie :-)
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